Alain Delon: Un Viaggio Attraverso la Sua Iconica Filmografia

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Alain Delon, con il suo inconfondibile fascino, ha dominato il panorama cinematografico europeo per oltre mezzo secolo. La sua carriera, costellata da circa novanta film, ha tracciato un percorso che va dai primi ruoli giovanili a interpretazioni mature e malinconiche. La sua immagine di "maledetto", spesso associata a personaggi solitari e freddi, è stata alimentata anche da una vita personale turbolenta, scandali e relazioni complesse, come quelle con Romy Schneider e Nico, culminate in recenti controversie familiari e legali. Tutto ciò ha contribuito a forgiare intorno a lui un'aura di tragica e oscura seduzione.

I suoi film, spaziando dal noir ai drammi d'autore, dalle epopee storiche ai racconti criminali, continuano a essere amati e riscoperti. Che si tratti dei suoi esordi, dei capolavori della maturità o delle ultime apparizioni, Delon rimane uno degli interpreti più affascinanti della storia del cinema. Questo articolo ripercorre la sua straordinaria carriera, dai primi passi sul set fino all'addio alle scene, esplorando i titoli più famosi e celebrati che hanno segnato la sua indimenticabile presenza sullo schermo.

L'Ascesa di un'Icona: Dagli Esordi ai Capolavori del Cinema

L'ingresso di Alain Delon nel mondo del cinema avviene nel 1957 con la commedia poliziesca "Femmine pericolose", un'opera che non lasciava ancora presagire la grandezza che avrebbe raggiunto. Il vero trampolino di lancio è "Delitto in pieno sole" (1960), dove Delon, nel ruolo di Tom Ripley, conquista pubblico e critica con la sua interpretazione di un giovane ambizioso e inquieto, capace di uccidere per appropriarsi dell'identità di un amico benestante. Questo segna l'inizio della fase giovanile della sua carriera, caratterizzata da un volto angelico e, al contempo, inquietante. La sua collaborazione con Brigitte Bardot si estende a due film: "Amori celebri" (1961) e "Tre passi nel delirio" (1968), in quest'ultimo nell'episodio "William Wilson" di Louis Malle.

Negli anni Sessanta e Settanta, Delon si afferma come star internazionale. I suoi film di questo periodo, tra cui "Rocco e i suoi fratelli" (1960) di Luchino Visconti, "Il Gattopardo" (1963), anch'esso di Visconti, "Il samurai" (1967) di Jean-Pierre Melville e "La piscina" (1969) di Jacques Deray, sono spesso considerati i suoi capolavori. Qui, Delon dà vita a personaggi complessi, silenziosi e ambigui, ridefinendo la figura dell'anti-eroe. In "Rocco e i suoi fratelli", interpreta un simbolo di purezza e sacrificio in un dramma sul dislocamento e i conflitti morali. In "Il Gattopardo", veste i panni del nobile Tancredi, figura affascinante e opportunista. "Il samurai" lo vede come un killer solitario, in un noir stilizzato divenuto cult, mentre "La piscina" lo immerge in un thriller psicologico carico di ambiguità e sensualità.

Il Fascino Oscuro: Noir, Polizieschi e Drammi Esistenziali

Alain Delon si distingue anche nel genere noir e poliziesco. In "Il clan dei siciliani" (1969) di Henri Verneuil, interpreta Jean Franconi, un ladro carismatico coinvolto in un ambizioso colpo. "Borsalino" (1970) di Jacques Deray lo vede al fianco di Jean-Paul Belmondo, nei panni di due potenti gangster nella Marsiglia degli anni Trenta, un film che diviene simbolo del cinema poliziesco francese. "I senza nome" (1970) di Jean-Pierre Melville è un capolavoro del noir, con Delon, Gian Maria Volonté e Yves Montand in un racconto di amicizia virile e fatalismo. "Flic Story" (1976) di Jacques Deray, ispirato a fatti reali, lo vede nel ruolo di un ispettore impegnato in un duello psicologico con un criminale, segnando un successo anche come produttore.

La sua versatilità si estende ai drammi esistenziali e introspettivi. In "L'eclisse" (1962) di Michelangelo Antonioni, Delon interpreta un uomo elegante e distaccato, immerso nell'universo alienato del regista, accanto a Monica Vitti. "La prima notte di quiete" (1972) di Valerio Zurlini lo vede nei panni di un professore segnato dal passato, in un intenso dramma ambientato nella Rimini degli anni Settanta. Negli anni Ottanta, Delon continua a essere protagonista con film come "Tre uomini da abbattere" (1980), "Nido di spie" (1981), "Per la pelle di un poliziotto" (1981), che segna il suo esordio alla regia, e "Un amore di Swann" (1984), un raffinato dramma in costume tratto da Marcel Proust. La sua carriera si conclude con un cameo ironico in "Asterix alle Olimpiadi" (2008), dopo aver ricevuto l'Orso d'oro alla carriera a Berlino nel 1995. I suoi film sono oggi ampiamente disponibili, spesso doppiati in italiano, contribuendo a mantenere viva la sua leggenda.

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